ECONET-ECOSISTEM-ENI, STESSI AFFARI, STESSI VELENI

banner

Quello che segue è il testo del manifesto affisso oggi per le vie del centro e della periferia lametina:

ECONET ECOSISTEM ENI, STESSI AFFARI, STESSI VELENI

Le aziende lametini ECONET e ECOSISTEM sono rimaste coinvolte in un grande traffico di smaltimento illecito di rifiuti tossici provenienti dagli impianti petroliferi ENI della Basilicata.

80mila tonnellate di sostanze tossiche sono state trasferite presso la piattaforma di trattamento della Econet nella zona industriale di Lamezia Terme ma, a quanto pare, non trattate come rifiuti pericolosi.

Ironia della sorte l’Agcom ha ben pensato di assegnare 3 stellette all’Ecosistem nel Rating di Legalità pochi giorni dopo lo scandalo ENI ed attribuite però sulla base delle dichiarazioni rese dall’azienda… sic!

Inoltre nelle prossime settimane arriveranno negli impianti lametini della ECONET e dell’ECOSISTEM 80mila tonnellate di “ecoballe” provenienti dalla Regione Campania.

manifesto_web12 milioni di euro è la cifra che Ecosistem ed Econet hanno incassato dalla ENI in poco più di un anno! Altri 12 milioni di euro arriveranno invece dalla Regione Campania per lo smaltimento delle ecoballe!

MA QUESTA GRAVE VICENDA PONE ALCUNI INTERROGATIVI.

La Ecosistem non gestisce il depuratore consortile dell’area industriale di Lamezia Terme?

I reflui prodotti dalle aziende presenti nella zona industriale (tra cui anche quelli della Econet ed Ecosistem) sono tutti collettati al depuratore consortile?

Il depuratore è in grado di trattare reflui potenzialmente contaminati da sostanze tossiche? O forse quest’estate faremo il bagno in mezzo ai residui di migliaia di tonnellate di sostanze tossiche?

I resti delle ecoballe, a fine lavorazione, dove andranno a finire? In discarica a Pianopoli? Nell’inceneritore di Gioia Tauro?

L’arricchimento dei soliti “signori della monnezza” colpisce inesorabilmente tutta la città già segnata da moltissimi casi di tumori e malattie respiratorie e da un servizio sanitario nazionale che oggi, tra tagli del Governo Renzi e il piano di privatizzazione di Scura, vede sempre più ridurre l’intervento pubblico a favore di quello privato.

E’ giunto il momento di autorganizzarsi per contrastare questo modello di sviluppo che sfrutta senza ritegno lavoratori e risorse e accumula ricchezze guadagnando sulla nostra pelle!

# RIPRENDIAMOCI IL COMUNE
# RIAPPROPRIAMOCI DELLA CITTÀ

scarica e diffondi il manifesto!

Pubblicato il 31 maggio 2016, in comunicati, eventi, territorio con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: