RIFIUTI: A LAMEZIA IN ARRIVO UN AUMENTO DALLA REGIONE DEL 40%

Quello che segue è il testo integrale del volantino distribuito durante il presidio in piazza sabato 14 ottobre.

Quello lametino è storicamente un territorio “vocato” alla devastazione e al saccheggio ambientale: dalle discariche ai piccoli e grandi impianti della morte (centrali turbogas, biomasse, ecc.), tutti i “signori della monnezza” hanno provato a fare cassa sulla salute dei cittadini aggredendo senza scrupoli il nostro territorio e i beni della collettività.

In questi giorni vi è stato un gran parlare di emergenze territoriali (rifiuti, acqua, incendi, depurazione, ecc.), senza mai riuscire però ad individuare con chiarezza le responsabilità politiche al centro di tali (ciclici) avvenimenti.

Rimanendo su una questione che noi crediamo sarà al centro del dibattito politico del prossimo autunno, cioè quella dei rifiuti, ci è parsa quanto meno fuori luogo la comunicazione di “scampato pericolo” del sindaco Mascaro durante la scorsa conferenza stampa, alla presenza, tra l’altro, dei dirigenti della Lamezia Multiservizi e della Daneco Impianti SpA.

La parabola discendente della Daneco Impianti SpA, che sui nostri territori ha fatto il buono e il cattivo tempo nella gestione dei rifiuti incamerando tantissimi profitti sulla pelle dei cittadini lametini e calabresi, è oggi palese.

L’ormai quasi certa procedura di fallimento è l’ultimo tassello di un puzzle fatto di affari sporchi, inchieste della magistratura e tante promesse di posti di lavoro mai mantenute nei tre impianti di Lamezia, Alli e Pianopoli.

La cosa certa è che la Daneco Impianti SpA naviga in cattive acque, e questo si era capito da tempo.

A certificare lo stato di crisi finanziaria della società è la domanda di concordato preventivo presentata al tribunale di Roma lo scorso 3 luglio. Un tentativo estremo per uscire dall’imbuto del fallimento che la Sezione Fallimentare del Tribunale Ordinario di Roma ha ritenuto di concederle. Uno sforzo estremo per allontanare lo spettro del fallimento a fronte di bilanci che, dal 2014 al 2016, hanno inesorabilmente allargato le crepe del dissesto e allungato l’elenco dei creditori.

I cittadini di Lamezia però sanno benissimo che questa crisi viene da lontano e che nessuna emergenza rifiuti è scongiurata. Tutt’altro!

 Che la crisi sia dietro l’angolo lo dimostrano i cumuli di rifiuti che invadono ogni angolo delle periferie della città che con il tempo sono diventate delle vere e proprie discariche a cielo aperto.

L’amministrazione Mascaro si è solo premurata di ripulire il salotto buono della città, lasciando le periferie e le zone popolari nel degrado più totale.

A questo si aggiungono i recenti scioperi dei lavoratori della Daneco che con le loro rivendicazioni (TFR e buoni mensa non erogato da circa 6 anni e altri arretrati) hanno messo a nudo una fase di collasso definitivo di un sistema regionale dei rifiuti che da una parte dichiara, attraverso il nuovo Piano Regionale da poco approvato, di volere “discariche zero”, ma dall’altra non ha la più pallida idea di dove far conferire i rifiuti dopo la sostanziale chiusura di Pianopoli.

Anche le recenti relazioni dell’Asp e dell’ispettorato del lavoro non sono per nulla rassicuranti, avendo evidenziato gravi carenze tecniche e amministrative negli impianti Daneco di Lamezia, Pianopoli e Alli: mancanza dei requisiti minimi di sicurezza degli impianti, insalubrità dei luoghi di lavoro, mancanza dei dispositivi di protezione individuale per i lavoratori, mancate operazioni di derattizzazione e sostituzione dei biofiltri con potenziali danni per l’ambiente e la salute umana.

Una situazione emergenziale, quindi, considerato che oramai da mesi a Pianopoli non è più possibile conferire alcunché e le piattaforme di Alli e Lamezia sono stranamente ferme per “guasti improvvisi”, guarda caso in concomitanza con le difficoltà relative allo smaltimento dei rifiuti in altre discariche.

Nonostante questa situazione al limite del collasso, la Regione Calabria firma con una certa frequenza accordi di transazione con la Daneco, che permettono all’impresa di andare avanti in cambio però di un servizio parziale, a singhiozzo, senza tutele per i lavoratori e garanzie per i cittadini.

Il rischio di un continuo (ma oramai inevitabile) blocco degli impianti espone i cittadini di Lamezia e di tutto l’hinterland a pesanti disagi con problemi anche di natura igienico-sanitario.

Inoltre, per i comuni calabresi arriverà nel 2018 una super stangata approvata dalla Regione Calabria che prevede l’aumento di circa 60€ a tonnellata di rifiuti smaltiti, passando dagli attuali 107€ ai futuri 165€ per quei comuni che superano il 65% di raccolta differenziata, cifra molto simile alle 169€/tonnellata che attualmente pagano i comuni “meno virtuosi” e che da gennaio 2018 salirà a 205€/t. A Lamezia Terme toccherà probabilmente un aumento di circa il 40% se verranno rispettate le aspettative comunali sulla raccolta differenziata.

AUMENTI VERTIGINOSI CHE GRAVERANNO SULLE TASCHE DEI CITTADINI LAMETINI E CALABRESI.

 Un sistema quello calabrese e lametino che fa pagare doppiamente la crisi del “sistema rifiuti” ai cittadini, effettuando aumenti in bolletta e drenando contestualmente soldi pubblici (che sono ovviamente soldi dei cittadini) ai signori della monnezza, perché, come abbiamo più volte denunciato, il meccanismo è sempre lo stesso: il privato depreda e devasta un territorio ottenendo profitti da capogiro per servizi pessimi, situazione alla quale deve poi far fronte la Regione con continui versamenti a pioggia di soldi pubblici.

È IL MOMENTO DI MOBILITARSI!

Occorre dunque mobilitarsi per costruire in città, percorsi collettivi per decidere dal basso sul futuro della nostra vita e della nostra salute. Il governo delle città non può appartenere ad una ristretta casta politica ma deve diventare un terreno di lotta su cui riteniamo necessario agire una rottura intransigente con quanti intendono speculare sulle vite e sulla salute di chi abita il territorio.

Lamezia Terme, da tempo, è stata trasformata in una grande zona franca per le lobby degli speculatori che sui servizi pubblici essenziali hanno costruito, indisturbate, ingenti fortune.

È ORA DI COSTRUIRE PERCORSI DI AUTOGOVERNO!

RIPRENDIAMOCI IL COMUNE!

RIAPPROPRIAMOCI DELLA CITTÀ!

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Pubblicato il 16 ottobre 2017, in eventi, territorio con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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