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SUD E RIBELLIONE

Cosa rimane degli anni settanta e della meravigliosa “ondata politica, creativa ed esistenziale” che diede vita alla più intensa stagione di lotte nel paese chiamato Italia e nel resto del mondo? Poco, quasi niente, considerata l’odierna perdita di diritti e spazi di condivisione sociale, in quegli anni conquistati a suon di rivolte e a caro prezzo in termini di libertà e vite umane. Leggi il resto di questa voce

IL DECRETO FASCISTA DEL “COMPAGNO” MINNITI

In questi giorni tutti gli snodi strategici di Villa San Giovanni (RC) sono diventati dei veri e propri posti di frontiera che impediscono, palesemente, non soltanto il diritto a manifestare il proprio dissenso sociale ma, molto più banalmente, il diritto alla mobilità e alla libera circolazione delle persone.

Il controllo è riservato non soltanto a chi fermato risulta un soggetto con “precedenti” e\o segnalazioni di tipo politico, ma anche a tutte le persone che anche vagamente hanno qualcosa che possa ricondurli a “soggetti sovversivi” (kefiah, capelli lunghi, orecchini, felpa, tatuaggi, piercing, ecc.). Leggi il resto di questa voce

CAMPAGNA PER IL NO SOCIALE AL REFERENDUM

A Lamezia Terme si è svolto il primo incontro regionale per la costruzione della campagna per il NO SOCIALE al referendum. Quella che segue è la piattaforma politica comune che le realtà presenti all’assemblea hanno condiviso e che accompagnerà tutte le mobilitazioni regionali.

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C’È CHI DICE NO

COSTRUIAMO IL NO SOCIALE AL REFERENDUM COSTITUZIONALE

Il 4 dicembre saremo chiamati al voto per esprimere il nostro parere sulla riforma costituzionale varata dal Governo Renzi. Da qualche mese infatti la macchina del consenso del Pd e dei suoi accoliti si è attivata per indirizzare la cittadinanza a votare SI al prossimo referendum costituzionale.

Dietro ad una fantomatica riforma utile, secondo Renzi, allo snellimento delle istituzioni e ad abbattere i costi della politica, nella realtà si cela l’obiettivo di dare un colpo decisivo alla già malmessa democrazia del nostro Paese, eliminando quei pochi diritti e garanzie rappresentati dalla Costituzione, per assicurarsi più potere decisionale e rendere innocua la volontà del popolo e delle comunità locali che oggi rappresentano un “intralcio” all’operato del premier. Leggi il resto di questa voce

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