TERRE COMUNI

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PREMESSA

Il progetto TERRE COMUNI nasce dal Collettivo Autogestito Casarossa40 di Lamezia Terme e l’Associazione Culturale Costa Nostra di Curinga con l’intento di promuovere e sostenere sul proprio territorio pratiche di autoproduzione, di riappropriazione e di mutualismo conflittuale mettendo al centro del proprio agire la difesa del territorio, il reddito, l’equità e la giustizia sociale, la dimensione collettiva e relazionale nel produrre e consumare.

REDDITO, LAVORO E SFRUTTAMENTO ZERO

La crisi economico in Calabria segna una fase estremamente drammatica di impoverimento progressivo che vede aumentare sempre di più il numero delle persone che hanno difficoltà quotidiane per l’acquisto dei generi di prima necessità e che si vedono costretti a riversarsi spesso sull’acquisto di prodotti di pessima qualità ma economici.

foto (1)Il progetto Terre Comuni vuole essere una prima risposta dal basso al problema del (mancato)reddito provando a fornire prodotti di qualità ad un prezzo popolare. Il progetto Terre Comuni favorisce così l’intreccio tra l’esigenza del consumatore e dell’autoproduttore locale, fornendo reddito indiretto al primo e reddito vero e proprio al secondo.

Proporre risposte di giustizia sociale nel campo della produzione e del consumo significa in primo luogo porre particolare attenzione alle condizioni di lavoro nell’intero ciclo di vita del prodotto.

In un’era di competitività e crisi globale le condizioni di lavoro sono la variabile dipendente che le grosse multinazionali ed il sistema di produzione più in generale utilizza per fornire ogni giorno prodotti ad un costo sempre più basso. Bassi salari, orari intensivi di lavoro e sfruttamento della manodopera (soprattutto quella bracciantile migrante) sono oggi la regola per competere sul mercato globale.

Terre Comuni sostiene i piccoli autoproduttori locali che hanno deciso di estrarre reddito valorizzando territori e competenze, avviando nel contempo processi autorganizzativi e percorsi di riappropriazione delle risorse e dei mezzi di produzione come primi momenti di messa in discussione del lavoro salariato.

SOVRANITÀ ALIMENTARE E DIRITTO AL CIBO

I cibi sani e naturali ed i prodotti durevoli devono avere un prezzo accessibile e non devono essere difficili da reperire perché la salute, l’alimentazione e l’ecologia devono essere un patrimonio di tutti e non soltanto di una ristretta e facoltosa élite.

I prezzi spesso elevati dei prodotti cosiddetti biologici sono il frutto in larga misura di meccanismi di intermediazione nella distribuzione. Diventa quindi centrale per Terre Comuni l’individuazione del “prezzo giusto” per garantire un accesso diffuso e popolare all’alimentazione; per garantire tutto ciò, vengono sostenute e promosse forme di mutuo aiuto e solidarietà tra autoproduttori e consumatori.

ECONOMIA ED AUTOPRODUZIONE

12038454_908916612535297_104379749176493775_nScegliere prodotti locali significa ridurre l’inquinamento, il consumo di energia ed il traffico legato alla distribuzione su grande scale delle merci. Nell’economia globale i beni viaggiano da un capo all’altro del mondo in seguito a considerazioni economiche legate al costo della manodopera e delle materie prime nei diversi luoghi del pianeta senza minimamente tener conto dei costi indiretti dei trasporti e dello sfruttamento delle risorse naturali che vengono fatti gravare interamente sulla collettività. Scegliere quindi prodotti locali è un modo per svincolarsi da questo meccanismo di mercato.

La scelta dei produttori locali fornisce una possibilità di sbocco economico perché molti autoproduttori sono esclusi dai canali della Grande Distribuzione Organizzata che per sua natura preferisce aziende medie e grandi che possono garantire con continuità un volume enorme di produzione ed uno sfruttamento della manodopera bracciantile incontrollabile.

AUTOPRODUZIONE, DIFESA DEL TERRITORIO, TUTELA DELLA BIODIVERSITÀ

La scelta di determinati prodotti piuttosto che altri è un modo per tutelare e difendere il proprio territorio e l’ambiente. Terre Comuni sceglie prodotti che nel loro ciclo di vita utilizzano meno risorse ed emettono meno rifiuti: prodotti a basso consumo, riciclabili, imballati in confezioni riutilizzabili o riciclabili, realizzati con materiale a colorazione naturale, che non inquinano e durevoli.

Un aspetto fondamentale per la tutela del suolo è l’uso massivo dei pesticidi. Terre Comuni promuove e sostiene tutte quelle realtà dell’autoproduzione che coltivano con metodi biologici.

Scegliere prodotti locali ecologici e biologici – fuori dai circuiti commerciale dei grandi marchi bio – vuol dire anche tutelare la biodiversità contro la riduzione delle colture a pochissimi varietà.

Diminuire, inoltre, il consumo di materie prime, attraverso i prodotti ecologici e durevoli significa non solo migliorare le condizioni ambientali, ma anche lasciare maggiori risorse agli altri popoli ed alle future generazioni.

Scegliere le autoproduzioni locali è un modo per difendere il proprio territorio e tutelare le comunità rurali che spesso hanno come unica fonte di sostentamento l’estrazione di reddito dal proprio lavoro nei campi.

Oltre alle colture, anche le culture rischiano di essere travolte ed omologate sotto la spinta del mercato globale. Questo sta comportando una progressiva perdita del patrimonio culturale locale.

Saperi e sapori vanno di pari passo!

La scelta, quindi, dei piccoli autoproduttori locali può servire a rafforzare legami e a fermare i processi di desertificazioni delle comunità locali, soprattutto quelle più piccole.

Sostenere e promuovere una cultura della convivialità fatta di condivisione delle risorse naturali diventa così centrale nella sperimentazione del progetto Terre Comuni. Per tale motivo vengono messe al centro del progetto pratiche come il “mercatino delle autoproduzioni” e le “piazze solidali” che, a differenza del meccanismo degli “ordini” tipico di alcuni Gruppi di Acquisto Solidali, favorisce il contattato diretto con i produttori scongiurando il rischio che il progetto posa mutarsi in una qualche forma di servizio e assistenza.

01 marzo 2015
Collettivo Autogestito CASAROSSA40 – Associazione Culturale Costa Nostra

Per info: cell: 339 6374 057 (Maria) – mail: casarossa40@gmail.com

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  1. Antonio D'Agostino

    Come Forum delle Associazioni Vibonesi condividiamo totalmente le analisi e i principi posti alla base del vostro progetto. Abbiamo contatti con SOS Rosarno che porta avanti da tempo, in una realtà come sapete particolarmente difficile, lo stesso percorso. Vi chiediamo se siete a conoscenza di tale realtà e se siete in rete con essa o pensate di farlo. In ogni caso auspichiamo che ci sia un momento conoscitivo e di approfondimento reciproco al fine di potenziare un’azione che riteniamo fondamentale per resistere all’onda distruttiva delle realtà produttive e di lavoro dei nostri territori.
    Buon lavoro,
    Antonio D’Agostino

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  2. Ciao Antonio, siamo già da tempo in contatto con la reealtà di SOS Rosarno proprio nell’ottica da te evidenziata. Grazie comunque per l’interessamento e buon lavoro anche a voi.

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